Artisti 2017

DeLaGuasta quartet
Marco Pollini (flauto, sax, tromba) – Flavio Minardo (chitarre, sitar)
Stefano Gatti (basso elettrico) – Franco d’Auria (batteria, percussioni)

E’ un progetto di musica senza confini.
La musica che nasce spontaneamente quando i suoni di varie culture si incontrano e a volte si scontrano agli incroci delle ipotetiche strade dalle quali provengono. Un insieme di suoni e vibrazioni che traggono spunto da vari linguaggi musicali, dalla musica popolare alla musica rock, che comunicano insieme tramite una lingua comune: il jazz.

Ottavo Richter
www.ottavorichter.itFacebook

Raffaele Kohler (tromba) – Luciano Macchia (trombone)
Domenico Mamone (sax baritono) – Ale Kape Sicardi (chitarra)
Marco Xeres (basso) – Paolo Xeres (batteria)

Gli archeologi milanesi riportano notizie sugli Ottavo Richter fin dai remoti anni ’90, quando i coraggiosi soffiatori di ottoni Luciano Macchia e Raffaele Kohler cercavano di affrontare la monotonia della vita quotidiana arruolando musicisti più o meno affini al loro spirito.
Dopo molte ricerche, in piena era postmoderna, i due strinsero una solida alleanza con i fratelli Marco e Paolo Xeres, ricercatori valtellinesi del groove ed esploratori di pizzoccheri.
Ma mancava ancora qualcosa. La schizofrenia, forse.
Si offrirono volontari due immigrati parzialmente integrati: il dottorino cordofono Ale Kape Sicardi e il baritono bipolare Domenico Mamone.
E nel 2005, il mondo conobbe finalmente gli Ottavo Richter.

Banda Osiris “Le dolenti note”
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Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto)
Sandro Berti (mandolino, chitarra, violino, trombone)
Roberto Carlone (trombone, basso, tastiere)
Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba)

Dopo essersi addentrata in modo irreverente nei meandri del complesso universo delle sette note, aver abbattuto i rigidi accademismi e le barriere dei generi musicali, intrecciando, tagliando e cucendo musica classica e leggera, jazz e rock, il furore dissacratore della Banda Osiris si concentra, in questo nuovo spettacolo, sul mestiere stesso di musicista.
Prendendo spunto dall’omonimo libro, la Banda Osiris trasforma le pagine scritte in un viaggio musical-teatrale ai confini della realtà. Con l’abilità mimica, strumentale e canora che li contraddistingue, i quattro protagonisti si divertono con ironia a elargire provocatori consigli: dal perché è meglio evitare di diventare musicisti a come dissuadere i bambini ad avvicinarsi alla musica, da quali siano gli strumenti musicali da non suonare a come eliminare i musicisti più insopportabili.
Attraverso musica composta e scomposta, musica da camera e da balcone, Beatles e Vasco Rossi, la Banda Osiris tratteggia il ritratto impietoso della figura del musicista: presuntuoso, permaloso, sfortunato, odiato, e, raramente, amato.

Filippo Vignato trio
www.filippovignato.com  –  Youtube

Filippo Vignato (trombone, electronics)
Yannick Lestra (fender rhodes)
Attila Gyarfas (batteria, electronics)

Nato a Parigi nel novembre 2014, il trio del trombonista italiano Filippo Vignato, del pianista francese Yannick Lestra e del batterista ungherese Attila Gyarfas, presenta un universo sonoro dove le dimensioni acustica ed elettrica si fondono e si sovrappongono, dove la sensibilità improvvisativa dei tre ridefinisce in tempo reale la narrazione musicale, mai uguale a se stessa ed in continuo divenire. Spingendosi di continuo verso l’inaspettato e l’imprevedibile, agiscono collettivamente in un disinvolto dialogo tra jazz contemporaneo, rock e improvvisazione radicale. Nel settembre 2016 è stato pubblicato il primo album del trio, che è anche il primo di Vignato a proprio nome, dal titolo ‘Plastic Breath’.

Duo Baba Sissoko & Antonello Salis
www.babasissoko.comFacebook Baba SissokoAntonello SalisYoutube

Antonello Salis (pianoforte e fisarmonica)
Baba Sissoko (n’goni, tamani, voce)

Inedito, tellurico incontro fra due effervescenti rappresentanti della scena jazz internazionale, insieme per un concerto senza barriere nel quale ritmi tradizionali africani e improvvisazione jazz si fondono generando una vera e propria esplosione di pura energia creativa. Baba Sissoko, africano del Mali, è discendente da una grande famiglia di Griot, figure erranti che tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locale. Inizia la sua carriera suonando il Tamani (tamburo parlante), accompagnando il nonno nei suoi viaggi. Il suo stile è estremamente peculiare: alle melodie e ai ritmi propri della tradizione africana, unisce sonorità delle musiche nere occidentali come il jazz e il blues, reinterpretandole in una chiave personalissima. Sissoko divide questo progetto con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, in un incontro nel quale ciascuno dei due artisti cerca di riallacciare i legami con le radici della musica afroamericana, riattivando una serie di cortocircuiti storico musicali. La presenza di Salis porta in dote un contributo fondamentale, dal momento che il pianista sardo è per molti versi il più “fisico” ed “africano” dei jazzisti italiani e sa muoversi con eccezionale maestria attraverso ogni forma di contaminazione musicale sui sentieri delle improvvisazioni più ardite.

Proiezione del film: Pino Daniele – Il tempo resterà
Il tempo resterà

Regia: Giorgio Verdelli – Italia 2017
Sudovest Produzioni con Rai Cinema

L’omaggio a un orgoglio tutto italiano (anzi napoletano), un racconto a tante voci sulla ricca eredità spirituale lasciata dal musicista. Un approccio affettuoso e riconoscente, ma tutt’altro che retorico e fanatico.
Molto del materiale utilizzato per realizzare il film è assolutamente inedito ed è stato selezionato appositamente dal regista attraverso una lunga e paziente ricerca. Nel film si intersecano immagini di repertorio, testimonianze e contributi.
“Il Tempo Resterà non è la biografia di Pino Daniele, ma per certi versi gli assomiglia molto” spiega il regista, Giorgio Verdelli. “Mi sono fatto guidare dalle canzoni e dalle frasi di Pino che sono diventate il filo conduttore del film documentario. Abbiamo voluto fare un percorso emozionale e siamo letteralmente saliti su un autobus (ribattezzato ”Vaimò”, come il tour del 1981) che ci ha riportato nei luoghi della Napoli di Pino Daniele, per raccontare la sua idea di musica in movimento perenne, come la società di quegli anni che lui ha interpretato con una cifra innovativa e inimitabile”.

Neapolitan Power Ensemble
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Tony Esposito (percussioni)
Antonio Onorato (chitarre) – Joe Amoruso (piano & keyboards)
Angelo Farias (basso) – Mario De Paola (batteria)

Il concerto è il percorso che i cinque musicisti hanno sperimentato nel corso della loro carriera da solisti. Le sonorità di Tony Esposito e Joe Amoruso (che insieme hanno creato e condiviso quella musica napoletana innovativa “Neapolitan Power” che faceva capo a Pino Daniele) spazieranno fino ad arrivare al jazz-rock contaminato del chitarrista Antonio Onorato, con il bassista Angelo Farias, colonna portante del jazz napoletano e con l’eclettico Mario De Paola alla batteria. La band propone un progetto musicale tendente a una “World Music” partenopea.
L’orizzonte è quello afroamericano, ma vissuto sulla scorta di una serie di farciture indigene che colorano il loro mainstream di memorie tarantellesche o di fughe saracene, che si lasciano ingoiare dall’ onnivora potenza improvvisativa del jazz che come araba fenice risorge sempre dalle proprie ceneri.

Nema Problema Orkestar
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Camilla Barbarito (voce) – Fabio Marconi (chitarra, bombardino)
Davide Marzagalli (sax alto) – Simone Maggi (tromba)
Andrea Imelio (basso) – Folco Fedele (batteria e percussioni)

Nema Problema propone un repertorio variegato, che unisce composizioni originali e musiche tradizionali provenienti dalla cultura balcanica, klezmer, mediorientale, jazz, rock, caraibica, classica, sino a perdere i confini della propria ricerca. Queste svariate influenze stilistiche confluiscono in un repertorio colto ma dal sapore popolare, d’ascolto e al contempo ricco di groove. Il gruppo nasce a Milano nel 2004. La raffinata qualità musicale, spinta dall’esuberanza di fiati e percussioni, è tessuta abilmente nella trama di uno spettacolo capace sia di improvvisare rubando i segreti dell’arte di strada, sia di calcare i palcoscenici con altrettanta disinvoltura. Nell’arco di una carriera più che decennale Nema Problema si è esibita ospite di festival, rassegne, teatri, suonando in tutta Italia e all’estero. Durante il tour europeo 2011 viene doppiamente premiata al 51° Festival di Guča (Serbia), dove si svolge la più importante rassegna di musica balcanica a livello mondiale.

Babbutzi Orkestar
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La Babbutzi Orkestar nasce nel 2007. Il loro primo disco propone brani dalle sonorità tradizionali che ripercorrono le radici della musica balcanica. Dopo anni di concerti in tutta Europa, nel 2014 esce “Vodka, Polka & Vina”, album che mostra la nuova identità della Babbutzi Orkestar, sia a livello di line up che musicale. Questo disco è un’evoluzione naturale, una trasformazione nell’interpretazione del linguaggio musicale dei balcani. Un suono nuovo, aggressivo, potente e trascinante, il tutto condito da tappeti elettronici, fanfare vertiginose e chitarre che spaziano dal surf ad un folk-punk da osteria popolare. Nel Marzo 2016, sulla scia del singolo “Caramella”, esce il quarto album della banda, secondo di inediti, “Tzuper”. La formazione imprime un proprio marchio di fabbrica, una “rivoluzione balcanica” da loro definita “Nu balkan sexy music”.