Artisti 2014

spleen

The Spleen Orchestra: “Tim Burton Show”.
Un circo freak con atmosfere gotico fiabescheUna band di 9 elementi (con protagonisti spesso cambiati nel corso degli anni). Un allestimento scenico imponente. Trucchi, costumi, scenografie, ed effetti speciali in un viaggio attraverso il mondo visionario del geniale regista. Uno spettacolo musicale e visivo di grande impatto emotivo e imponente ricchezza scenica che ogni volta crea uno straordinario coinvolgimento del pubblico che partecipa allo show spesso travestendosi a tema. Un microcosmo sospeso nel tempo e nello spazio costellato da felici malinconie, atmosfere gotiche, neve, caramelle e strane creature.
Silvano Spleen è un affermato pianista e compositore noto nell’ambiente per la sua smisurata passione per il regista americano. Lavora a questo progetto dal dicembre 2009. Le atmosfere gotiche, l’universo freaks, la commistione di malinconia e dolcezza del compositore Danny Elfman appartengono al suo mondo musicale, in un percorso artistico profondamente segnato dall’immaginario “timburtonesco”.
L’idea è quella di raccontare il celebre regista attraverso un proprio linguaggio musicale ma mantenendo intatto lo spirito poetico; cercando di riportare, con un taglio “indie”, un immaginario musicale e visivo di estrema ricchezza e complessità per un vero e proprio viaggio attraverso i film cult di Tim Burton.
loreni

Sara Loreni
“Loop solo”. Vincitrice Premio Ciampi alla canzone d’autore.Loop station, kaossilator e batteria elettronica sono il compendio sintetico ad una voce declinata alle funzioni ed alle intenzioni degli strumenti musicali, il tutto in un timbrica unica. Sempre lei, e sempre diversa, senza farsi mancare nulla: dalla morbidezza alla plastica. Sara Loreni, classe 1985, fa della voce lo strumento con cui arrangia le sue canzoni. Dopo un percorso di anni con la sua band Il Battello ebbro – che l’ha portata a vincere nel 2010 il Premio Ciampi, il Premio MEI e Regione Emilia Romagna “Musica libera. Libera la musica” – Sara Loreni presenta il nuovo progetto loop solo. Un lavoro sulla voce e le sue possibilità espressive, dall’unità di suono minima priva di significato e utilizzata solo nelle sue caratteristiche ritmiche e armoniche, alla parola che comunica, dice e rappresenta. Sara Loreni strizza l’occhio ai guru Mc Ferrin, Fitzgerald e Stratos ma si apre alle sonorità elettro e dream pop di St Vincent, Stereolab e Broadcast. L’interesse per la parola e la poesia l’hanno accompagnata in sperimentazioni e improvvisazioni musicali su testi poetici di Alda Merini e Arthur Rimbaud, ma anche a laurearsi in letteratura italiana contemporanea con una tesi su Paolo Conte.
giovanardi

Mauro Ermanno Giovanardi & Sinfonico Honolulu
La voce magnetica dei La Crus accompagnata dalla prima Orchestra italiana di ukulele.Luca “Steve Sperguenzie” Vinciguerra (voce), Luca Carotenuto (ukulele e voce), Daniele Catalucci (basso acustico), Filippo Cevenini (ukulele), Francesco Damiani (ukulele), Giovanni Guarneri (ukulele e cori), Luca Guidi (ukulele), Gianluca Milanese (ukulele), Alessandro Rossini (ukulelee e cori ), Matteo Scarpettini (percussioni).
La voce magnetica di Mauro Ermanno Giovanardi e il Sinfonico Honolulu, la maggiore orchestra italiana di ukulele, si incontrano lungo un viaggio musicale dai sapori esotici ma con lo sguardo rivolto alla contemporaneità descritto dal disco “Maledetto colui che è solo”, vincitore della Targa Tenco come migliore album interprete di canzoni prevalentemente non proprie. Il disco contiene brani inediti di Mauro Ermanno Giovanardi, sue canzoni rivisitate, oltre a grandi classici di De André, Buscaglione, Ciampi, Celentano e altri autori, il tutto rivestito dal magico suono dell’ukulele.
«L’amore a prima vista è un sentimento di passione romantica, racconta Mauro Ermanno Giovanardi, che si sviluppa fra perfetti estranei al loro primo incontro. L’espressione può essere usata con diverse sfumature di significato: attrazione, infatuazione, innamoramento. Questo è quello che mi è successo quando ho incontrato il suggestivo universo musicale del Sinfonico Honolulu. Livornesi sanguigni, ottimi musicisti e curiosi sperimentatori. Questo colpo di fulmine è stato così coinvolgente da convincermi a posticipare la pubblicazione del disco di inediti, per condividere questo viaggio umano e musicale nei territori imprevedibili ed intriganti della commistione dei linguaggi».
bombardieri-beccalossi

Guido Bombardieri e Fausto Beccalossi
Dal tango argentino al folk, brani originali e standard jazz.Guido Bombardieri (sax contralto e clarinetto) – Fausto Beccalossi (fisarmonica)L’idea di suonare in duo è nata a Guido Bombardieri e Fausto Beccalossi dopo essersi trovati più volte a dialogare musicalmente in diversi ensemble musicali. Spinti dal desiderio di approfondire l’intesa musicale e di cercare un maggior interplay, i due musicisti mettono in scena una performance tesa e briosa, nella quale, in dimensione prettamente acustica, sfruttano al meglio le affinità sonore tra i rispettivi strumenti, il clarinetto e la fisarmonica, creando intriganti atmosfere, inusuali e profondamente intime. I brani trovano sviluppo sempre nuovo a seconda delle diverse situazioni e dell’ambiente circostante.
Il repertorio offre brani arrangiati appositamente per il duo. Spazia da brani originali ai tanghi argentini al folk e a motivi già noti al pubblico tra cui alcuni standard jazz. Fausto Beccalossi, fra i più dotati specialisti dello strumento a mantice a livello internazionale, è da 6 anni uno dei pilastri del quintetto World Simphony del chitarrista californiano Al Di Meola. Con loro si è esibito nei maggiori festival della scena jazzistica e etno-jazz a livello internazionale. Guido Bombardieri da qualche anno collabora in pianta stabile con il Sousaphonix del trombonista Mauro Ottolini. Ha all’ attivo diverse uscite discografiche tra cui l’ultimo eccellente cd “Golem”.
bosso

Fabrizio Bosso Spiritual Trio
Omaggio in chiave soul alla tradizione gospelFabrizio Bosso (tromba)
Alberto Marsico (organo hammond) – Alessandro Minetto (batteria)
“Spiritual” e “Purple”, i due album incisi da questo trio, sono un omaggio alla musica nera, declinata nella sua variante gospel e spiritual. Musica tradizionale, rivisitata in modo originale da un jazzista di prim’ordine che ha l’intelligenza di personalizzare un repertorio in maniera moderna (non esclusi gli effetti elettronici) ma senza snaturarne l’atmosfera. Un alternarsi efficace di brani frenetici ed esaltanti, introspettivi e affascinanti, in cui la tecnica prodigiosa di Bosso emerge prepotentemente ma ancora una volta finalizzata alla piacevolezza, all’espressività, e ad una fantasia inesauribile dei fraseggi. Bosso può davvero, con la sua tromba, dire tutte le parole che vuole, e le frasi che ne derivano sono eleganti, appropriate, divertenti. E, soprattutto, hanno un contenuto musicale. Tutto questo in un progetto dedicato allo spiritual è un valore aggiunto: Bosso sa ricreare l’ atmosfera di un genere musicale che ha come caratteristica quella di essere emotivamente coinvolgente e contagioso (per risoluzioni armoniche, ritmiche, per la semplicità iniziale dei temi melodici, per il progressivo intensificarsi dei volumi e delle dinamiche in un crescendo funzionale proprio alla sua efficacia emotiva, e che dovrebbe avvicinare spiritualmente l’ uomo a Dio). Ma allo stesso tempo “Spiritual” e “Purple” trasudano di Jazz, del quale Bosso, Marsico e Minetto riportano l’ aspetto improvvisativo, l’ ascolto reciproco, lo swing.
lanzoni

Alessandro Lanzoni Trio
Top jazz 2013 miglior nuovo talento.Alessandro Lanzoni (pianoforte)
Matteo Bortone (cbasso) – Bernardo Guerra (batteria)Giovani, amici, uniti da un passione per il jazz che li ha portati a cercare le esperienze formative più prestigiose: è infatti nelle aule di Siena Jazz, che Alessandro, Bernardo e Matteo si sono incontrati, e si sono subito capiti. E’ nato così il loro trio, alla luce di un’esperienza comune che si è subito tradotta nella volontà di costruire insieme qualcosa di bello e di nuovo, all’insegna della continua ricerca della fusione e dell’interplay. “Dark flavour”, il loro primo album, rivela già una fisionomia ben delineata: un repertorio perlopiù di brani originali, frutto delle doti compositive del leader (e non solo), ma anche brani della migliore tradizione del jazz, con scelte estremamente mirate (Monk e Coltrane su tutti). Un lavoro dove “Il pianista padroneggia egregiamente le strutture e le manipola con creatività, plasma la materia musicale e la forgia nuovamente seguendo il fertile estro della propria sensibilità”. L’assegnazione del “Top Jazz 2013” come miglior nuovo talento dell’anno, attribuito dai più qualificati giornalisti italiani per la rivista Musica Jazz , colloca ormai a pieno titolo Alessandro Lanzoni fra gli artisti di maggiore personalità del jazz italiano, forte anche di un curriculum che, potendo già vantare esperienze di assoluto prestigio, da diversi anni lo ha imposto all’attenzione del mondo musicale.
de-vito

Maria Pia De Vito, Huw Warren e Gabriele Mirabassi
Omaggio alla canzone napoletana e sudamericanaMaria Pia De Vito (voce)
Huw Warren (pianoforte) – Gabriele Mirabassi (clarinetto)
I dischi “O Pata Pata” e “Diálektos” testimoniano l’incontro musicale straordinario tra la vocalist Maria Pia De Vito e il pianista e compositore inglese Huw Warren. Due artisti con una forte personalità e con il desiderio di intraprendere nuovi percorsi musicali uniscono la loro vasta esperienza compositiva e improvvisativa in cui creatività vocale e infinite possibilità della voce si uniscono a sorprendenti innovazioni pianistiche. Per il progetto si sono avvalsi della collaborazione di uno dei clarinettisti più affermati a livello internazionale: Gabriele Mirabassi. Verrano proposti brani originali con testi in napoletano come “Allirallena”, una poesia di Totò musicata dalla De Vito, “Jesce”, una composizione di Huw Warren in cui si è incastonata perfettamente “Jesce sole”, antico canto napoletano del 1200. E l’omaggio al Brasile, con “Beatriz” di Chico Buarque, “Ginga Carioca” di Hermeto Pascoal, e una rilettura elettronica di “Mmiezo o’ ggrano”.
«Ciò che più colpisce, nell’universo musicale di Maria Pia de Vito, è l’incredibile sensazione di completezza con la quale la materia musicale viene analizzata ed arricchita. Dietro ad una voce finalmente libera da ogni cliché stilistico, c’è un lungo lavoro di paziente affinamento e un sempre interessante mondo di variegature sonore regolarmente in grado di far lievitare le diverse possibili progettualità proposte. Ci sono molti modi di affrontare il jazz; quello di Maria Pia è obiettivamente personale e straordinariamente unico e moderno».
bocephus

Bocephus King Band
Da Vancouver contaminazioni musicali tra blues, gospel, country, folk rockBocephus King, all’anagrafe James Perry, è una delle più grandi promesse della musica rock canadese. Arriva da Vancouver e più precisamente da Tsawwassen, una piccola cittadina sull’Oceano Pacifico dal fiero nome indiano. Poco più a sud dello stesso promontorio si trova la cittadina di Point Roberts, contesa nel corso degli anni tra Stati Uniti e Canada, ora territorio americano anche se confinante per 3/4 con acque canadesi e per 1/4 con Tsawwassen. Ed è proprio in questo surreale paese di pescatori che Bocephus King spesso si rifugia a scrivere canzoni. Pochi minuti per varcare il confine e arrivare in un luogo in lotta con la propria identità. Forti contrasti che si riflettono nella sua musica e soprattutto nella sua personalità. Bocephus King ha all’attivo 5 dischi due dei quali lo fanno conoscere anche in Italia e il magazine Buscadero gli ha dedicato addirittura la copertina. Bocephus King sul palco offre il meglio di se, da solo in acustico o con la sua band. Dal vivo è una miscela esplosiva capace di spaziare tra sonorità blues, gospel, gipsy e country, rileggendo un intero secolo di musica americana. Ci sono echi di Woody Guthrie, Dylan, Springsteen, Waits ma anche Prince, Townes Van Zandt e tanto, tanto Cinema da Fellini a Quentin Tarantino passando per l’estro dei fratelli Coen.